la costruzione del tempo

“Questo, in realtà, è il tempo: il numero del movimento secondo il prima e il poi ” Aristotele

Uno degli elementi più sfuggenti alla nostra mente è il tempo, tempo che dentro di noi scandisce l’ordinarietà, la quotidianità e mai come in questo momento, tutti assieme, abbiamo la stessa prova da superare rispetto al nostro tempo.

Il tempo va di pari passo con il nostro movimento, collegato a quello che facciamo, connesso ad una durata, ad una quantità, ad un’attività terminata o sospesa.

Abituati a scandire le nostre giornate in orari, pause stabilite, impegni appuntamenti, quando ci troviamo nella sospensione dei ritmi, possiamo sentirci in modi molto differenti . Al tempo vissuto in solitudine colleghiamo la noia, quante volte ci ricordiamo di alcuni momenti della nostra infanzia in cui poco tempo sembrava interminabile?

Nel tempo sospeso o vuoto cadiamo spesso nel non saper che fare, in realtà questo non sarebbe negativo, se accettassimo la nostra solitudine in questo periodo di silenzio, che molto spesso dura sempre troppo poco nella vorticosità del susseguirsi degli impegni, diciamo pure che siamo abituati a riempire continuamente questo vuoto, il silenzio e lo star soli.

In questo periodo storico, molti di noi, sono costretti a lavorare da casa cercando di far combaciare, il tempo produttivo del mondo adulto con quello libero dei bambini. Fonte di moltissimo stress.

Ciò nonostante siamo diventati molto abili, nell’essere produttivi e la paura di non utilità del tempo si nasconde sotto ogni momento.

Ci sono due aspetti importantissimi nella crescita dell’individuo:

Il primo è l’aspetto educativo, prendersi cura di sé, nonostante, non abbiamo impegni fuori e con gli altri, vuol dire sapersi gestire, non cedere alla tentazione di lasciarsi andare al tempo senza confini. Vuol dire sviluppare amor proprio e cura, aspetti di autodisciplina che in adolescenza permetteranno alla persona, di non cedere alle pressioni esterne di coetanei che cercano di convincere ad usare alcool, droghe, a fare atti vandalici per adeguarsi alle richieste del gruppo. Vuol dire, essere centrati e chiari in se stessi. Questo può succedere se ci abituiamo già da bambini.

Credo, che in questo tempo sospeso e fermo, tutti noi genitori abbiamo molte prove da superare, che consistono nel dettare regole all’interno della famiglia, senza creare motivazioni esterne (fare qualcosa, o vedere qualcuno) che spingono il bambino a superare lo sforzo di non volersi lavare, vestire e via dicendo.

Il secondo è l’aspetto evolutivo, il bambino a seconda del suo momento evolutivo sta creando dentro di sé una nozione di tempo. Che cos’è il tempo?Come si costruisce interiormente, è solo un susseguirsi di eventi?Che cos’è la durata? Perché devo stare tanto tempo in casa? Cos’è successo? Quanto dura questo periodo? Che giorno è oggi?

Sono domande che agitano anche noi adulti, ma la differenza sta che, mentre noi, non stiamo bene nell’indefinito, tempo sospeso, ma razionalmente cerchiamo di costruire un quadro reale, i bambini non hanno ancora tutti gli elementi, per combinare in un’unica visione dell’insieme di quello che stanno vivendo. Inoltre, il tempo del GIOCO è un tempo libero da riferimenti realistici.

La cronologia degli eventi sparisce nel tempo infinito, senza ritmi se non quelli del giorno e della notte.

Dalla sua parte però, il tempo ha in se’ una formula preziosissima che è la MAMORIA, un veicolo del vissuto che può aiutare i bambini a costruire dentro di sè, delle certezze, che diventano le radici della propria identità, della propria storia, del perché si trovano qui e del cosa ci fanno.

Un tempo prezioso per loro, poco ricordato da noi adulti è quello del GIOCO, in cui loro distruggono e costruiscono ambienti, contenuti e fanno vivere, morire e guarire i loro attori e personaggi.

E la realtà? Come viene inserita nella giornata?

Tocca a noi genitori, trovare espedienti per dialogare e colloquiare, parlando del tempo, dei ricordi e di quello che stiamo vivendo, di quello che vorremmo… Costruendo la storia famigliare, documentando questo momento con foto, disegni, trovando creativamente un modo per stare fermi assieme a loro mentre costruiamo un’idea di tempo, e di vissuto.

COSTRUIAMO E LASCIAMO LE TRACCE DI QUESTO TEMPO SURREALE CHE CI STA COINVOLGENDO TUTTI, CERCANDO DI CREARE UN CONTENITORE CREATIVO, NARRATIVO CHE VA OLTRE LE PAURE ATAVICHE DELLA MORTE E DELL’ABBANDONO.

Troviamo un modo, per far parte di questo momento storico, in modo costruttivo. E quando il tempo diventa un’enigma, possiamo attingere in questo modo, ad un contenitore comune, pieno di spunti preziosi e fatiche condivise.

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