MOSTRA-LABORATORIO

 

MOSTRA LABORATORIO

OPEN-DAY

DOMENICA 26 MARZO DALLE ORE 16,00

ALLA SCOPERTA DELLA PSICOMOTRICITA’

la profondità e la semplicità del gioco

Di Marta Sebben

Anche il gioco più semplice ha un prezioso significato per la crescita e lo sviluppo dei bambini e delle bambine. Insieme possiamo riconoscerne il messaggio profondo, svelato dai loro gesti, possiamo coglierne l’incanto e sostenere la loro curiosità dell’esplorazione!

Possiamo imparare da loro, trasformando i momenti insieme in ricordi positivi che ci accompagneranno tutta la vita!

I nostri bambini sono bombardati da continui stimoli e richieste di prestazioni, attraverso le attività di ogni genere: lo sport fa bene, ma dipende quale e a che età…tutto fa bene….? L’aspetto più importante che non dobbiamo dimenticare è che i bambini acquisiscano strumenti che, potranno utilizzare in modo autonomo per poter scegliere, lungo tutto il percorso della loro crescita indipendentemente dal luogo in cui è stato imparato.

La psicomotricità non è paragonabile ad uno sport o ad altre attività, perché si basa su presupposti non didattici, non tecnici, ma metodologici. Mette in atto strategie perché si possa arrivare alla didattica in modo autonomo tenendo conto del comportamento spontaneo, dell’indole del bambino, delle sue emozioni, dei suoi sentimenti e delle sue capacità innate, (dette psicomotorie).

La psicomotricità, avendo come radice il concetto che l’evoluzione individuale avvenga nella relazione con l’ambiente, crede che le migliori risorse possano emergere naturalmente dal bambino stesso, grazie all’applicazione della sua intelligenza e al modo in cui può utilizzarla.

Quindi, creare un ambiente favorevole è un fondamento altrettanto importante, perché si possa lavorare sulle resistenze, grazie alla motivazione positiva e all’atmosfera del gioco, che permette di defaticare rispetto all’ansia di prestazione e tirar fuori il meglio di sé.

La mostra laboratorio è un sentiero interattivo, che grazie ad oggetti e giochi da fare, permette al bambino di divertirsi, toccando con mano, attivando le sue strategie motorie e cognitive, conoscendo qualcosa in più di sé.

Andare alla scoperta, come piccoli eroi, permette loro di vincere timori e paure, fare e rifare un gioco, permette di migliorare e di prendere fiducia. L’allestimento dello spazio psicomotorio è pensato perché le fasce d’età diverse, possano integrarsi manifestando risposte differenziate e innovative.

Campo Zoè diventa un piccolo museo interattivo, con alla base l’idea che il gioco è un’officina dell’intelligenza, l’applicazione dell’apprendimento e l’opportunità di esprimersi, in un clima accogliente e non giudicante.

CAMPO ZOE’ VUOLE INVENTARE UNO SPAZIO PENSATO COME UN MODULO APERTO IN CUI IL BAMBINO POSSA, DA UNA PARTE, SVILUPPARE E POTENZIARE LE CAPACITA’ COGNITIVE DI APPRENDIMENTO E DALL’ALTRA, QUELLE CREATIVE E INNOVATIVE LEGATE ALLE ARTI, GRAZIE ALLE QUALI POSSIAMO ATTINGERE AI NOSTRI CONTENUTI INTERIORI. L’APPRENDIMENTO AVVIENE IN PRIMO LUOGO, FACENDO ESPERIENZA DEL MOVIMENTO NELLO SPAZIO, ATTRAVERSO IL CORPO, CHE DIVIENE IL VEICOLO DI ESPRESSIONE DELLE CAPACITA’ CREATIVE, ATTRAVERSO I LINGUAGGI DELL’ARTE: LA DANZA, IL TEATRO, LA PITTURA. HA UNA FUNZIONE PROPEDEUTICA E PREVENTIVA (DSA).

L’APPRENDIMENTO QUINDI, NON E’ SCISSO DALL’EVOLUZIONE INTERIORE,

LA CONQUISTA DEL SAPER FARE E’ IL FRUTTO DELL’INTEGRAZIONE DELLE INTELLIGENZE PLURIME CHE SONO ALL’INTERNO DI NOI, CHE COMPONGONO UN SENSO DI UNITA’ E COESIONE NELLA NOSTRA IDENTITA’.

 

 

 

 

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